associazione per il miglioramento ambientale di Castione
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Dal Sole alle nubi. Iemi a processo

Dal Sole alle nubi, Lino Iemi a processo!

 

Città-mercatodi Castione, il patron della Policentro alla sbarra per abuso d’ufficio per un centro commerciale sardo!

di Alan Del Don

TI-PRESS ARCHIVIO Marzo 2010: presentazione del progetto previsto a nord di Bellinzona

L’inchiesta è stata denominata Corte del Sole , dal nome del centro commerciale di Sestu in Sardegna, ma il cielo sopra Lino Iemi nei prossimi mesi sarà pieno di nubi. Il patron e fondatore della Policentro – il gruppo italiano con sede ad Agrate Brianza intenzionato a realizzare il progetto di città-mercato da 200 milioni di franchi a Castione – dal 16 maggio comparirà davanti al Collegio della prima sezione penale del Tribunale di Cagliari presieduto dal giudice Mauro Grandesso per rispondere del reato di concorso in abuso d’ufficio. Con lui a processo, con l’accusa pure di falso ideologico in atti pubblici, finiranno altre cinque persone, tra le quali il sindaco di Sestu Aldo Pili. Da noi contattato l’ingegnere di origini valtellinesi si dichiara innocente e annuncia una richiesta di risarcimento danni plurimilionaria (si veda il box a destra).

Tre anni di indagini,

migliaia di pagine

Il rinvio a giudizio, deciso dal giudice Giovanni Massidda durante l’udienza preliminare che ha avuto luogo venerdì scorso, è dovuto alla mancata revoca delle autorizzazioni e delle concessioni che hanno permesso l’inaugurazione a Sestu il 7 aprile 2006 del ‘quartiere dello shopping’ La Corte del Sole . Alla sbarra finiranno il sindaco del comune sardo Aldo Pili (in forza al Partito democratico), i funzionari comunali Ugo Scarteddu (ex capo dell’Ufficio tecnico), Giovanni Mameli (responsabile Edilizia privata) e Ignazio Caboni (alla testa dei Servizi amministrativi) nonché gli imprenditori Lino Iemi e Antonio Sardu. Quest’ultimo è l’amministratore delegato della Policentro Domus de Janas, la società che si è occupata di edificare il centro commerciale. In pratica si ipotizzano connessioni fra funzionari pubblici e vertici del colosso immobiliare milanese per favorire il rilascio dei permessi di costruzione. Per farla ancora più breve: gli inquirenti hanno il sospetto che l’apertura della ‘cittadella’ da 50 mila metri quadrati e sessanta negozi sia stata facilitata da irregolarità. Tutti si dichiarano però innocenti, convintissimi che il fatto non sussista.

Come si legge sul blog www.sestusera.it del giornalista del quotidiano di Cagliari L’Unione sarda Francesco Pinna i sei sono accusati « a vario titolo e ciascuno per le proprie competenze di reati che vanno dal falso all’abuso d’ufficio in concorso » per i fatti di cui abbiamo poc’anzi accennato. « Tre anni di indagini della polizia giudiziaria racchiusi in nove voluminosi fascicoli che contengono migliaia di pagine di documenti sequestrati e le trascrizioni di numerose intercettazioni telefoniche », si legge in un articolo uscito il 7 ottobre sul giornale e ripreso nientemeno che dal sito Internet della Regione autonoma della Sardegna.

Dissidi con la Regione sul rilascio dei permessi

A far scattare l’inchiesta sarebbe stata « la mancata revoca delle licenze edilizie e delle autorizzazioni commerciali che il Comune aveva concesso alla Policentro, nonostante la Regione a più riprese avesse sollecitato che non fossero regolari. Secondo l’accusa, oltre al centro commerciale vero e proprio di circa 6 mila metri quadrati (autorizzato dalla Regione), il Comune avrebbe affiancato varie altre medie strutture e attività connesse per mettere in piedi un complesso di 29’700 metri quadrati. Per mesi, i funzionari regionali e quelli di Sestu si erano scambiati lettere infuocate: i primi indicando presunte violazioni alle leggi urbanistiche, gli altri rispondendo che tutti gli atti erano in regola. Al braccio di ferro aveva partecipato in prima persona anche l’ex governatore Renato Soru », scriveva ancora Francesco Pinna nel pezzo di quattro mesi fa.

Lino Iemi, in concorso con Scarteddu, Caboni, Mameli e Sardu è accusato di concorso in abuso d’ufficio per aver rilasciato licenze ed autorizzazioni commerciali « come se si trattasse di esercizi commerciali formalmente e materialmente distinti fra loro, invece che un unico centro commerciale o quantomeno una pluralità di grandi superfici di vendita », sta scritto nella richiesta di rinvio a giudizio. Il reato contestato al sindaco Aldo Pili nonchè a Scarteddu e Caboni è per contro quello di ‘Falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici’ per alcuni scambi epistolari avuti con la Regione in cui si affermava che all’interno del progetto della futura Corte del Sole « tutti gli esercizi della lottizzazione sono di fatto autonomi, si affacciano sulla pubblica via e non hanno spazi di servizio gestiti unitariamente ». Ovvero che non si trattava di un vero e proprio centro commerciale.

Il progetto de La Corte del Sole è simile a quello della città-mercato di Castione per contenuti e dimensioni. Nel comune bellinzonese la superficie di vendita sarà di poco superiore a 40 mila metri quadrati e accanto a negozi, ristoranti e grandi magazzini vi saranno spazi ludici e di intrattenimento. Vi è solo da sperare che il centro sia baciato dal... Sole e non finisca nella bufera come quello sardo.

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© LaRegioneTicino

 

L’ingegnere si difende

‘Sono innocente: si tratta di accuse inventate’

DELDA

« Guardi, scommetto quello che vuole che il giudice non potrà che sentenziare che il fatto non sussiste. Sono innocente e non ho paura ad affermare che in situazioni come queste mi vergogno di essere italiano. Purtroppo, e ribadisco purtroppo, non siamo in Svizzera ». Alla fine non abbiamo scommesso nulla. Il tempo ci dirà se la scelta è stata giusta o no. Lino Iemi è un fiume in piena. Un monologo di mezz’ora al telefono (il patron della Policentro si trova all’estero per lavoro tutta la settimana), spezzettato da quelle poche domande che ci ha consentito di porre, in cui nega di aver usato sotterfugi o vie secondarie per realizzare il centro commerciale La Corte del Sole . La sua linea difensiva è la seguente: tutta colpa di Renato Soru , 53enne imprenditore e fondatore della società di telecomunicazioni italiana Tiscali nonché – ed è quello che più interessa – dal 2004 al 2008 presidente della Regione autonoma della Sardegna. L’ente che ha messo in dubbio la correttezza delle autorizzazioni e delle concessioni rilasciate dal Comune di Sestu per realizzare il ‘quartiere dello shopping’ facendo partire l’inchiesta del Tribunale di Cagliari che sfocerà fra tre mesi in un processo.

Dottor Iemi, allora come stanno davvero le cose? « Da anni ormai stiamo conducendo una battaglia con Renato Soru. Il centro e parco commerciale nonché l’outlet li abbiamo costruiti, con tutte le autorizzazioni, prima che lui assumesse la presidenza della Regione sarda. Dopo un anno dalla sua entrata in carica, quando La Corte del Sole era quasi ultimata, Soru ha cominciato a sostenere ripetutamente sui giornali che la Policentro aveva costruito senza permessi. Ha quindi fatto esposto alla Magistratura con delle dichiarazioni che riteniamo false e contro le quali è stata inoltrata denuncia penale per diffamazione. Anzi, alla fine del processo dal quale usciremo puliti chiederemo a Soru un risarcimento danni per 20 milioni di euro ». Il reato che le viene contestato è però abuso d’ufficio, non certo noccioline...

« Ma cosa vuole che faccia io? È una cosa inventata, visto che la Regione stessa ha chiuso la pratica. Il capo d’accusa non sta insomma né in cielo né in terra. Son tranquillo ». Cerco di farle tornare il sorriso: a Castione a che punto siamo? « Il progetto va avanti e mi dicono che entro marzo-aprile le questioni pianificatorie saranno risolte. Poi finalmente inizieremo a progettare ».