associazione per il miglioramento ambientale di Castione
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M. Rosati Centri del Malcantone

Pubblichiamo con tanto piacere questo bel articolo che denuncia pure lui la confusione, la non presa sul serio delle giuste esigenze del cittadino. Questo avviene per sottomissione alla finanza e non più alle esigenze del Popolo Sovrano, ma purtroppo, molto spesso, latitante. Grazie Malcantonersi

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Centri commerciali nel Malcantone


■ Il signor Arnado Gianini, socio fondatore di AMICA Castione, ha sollevato il mese scorso sul «Corriere del Ticino» il problema «supermercati: via libera». In sintesi egli evidenziava negativamente la risposta di time out espressa dal Governo all'interrogazione di Quadri e A. Bignasca e si stupiva del fatto che «Il Mattino» non avesse dedicato neanche una virgola al tema della proliferazione indiscriminata dei supermercati in Ticino (sulla progettata Città Mercato a Castione in particolare).
Anche il sottoscritto evidenzia come «Il Mattino», nonostante 3.124 cittadini malcantonesi abbiano firmato e inoltrato una petizione al Municipio di Agno ed al Consiglio di Stato contro la realizzazione di nuovi centri commerciali ed altri generatori di traffico ad Agno, non abbia finora pubblicato nessun articolo sulle domande di costruzione di nuovi centri commerciali e sull'impatto negativo che l'addizio­nale traffico determinerebbe sulle eufemisticamente sovraccariche strade del Basso Malcantone. Invero è sorprendente come, con un Attilio Bignasca tra i promotori della petizione e della consegna delle fir­me, proprio «Il Mattino» abbia scelto il silenzio sui centri commerciali e sulla gravissima situazione di traffico e di inquinamento. Ad Agno in via Lugano (alla rotonda Migros) e quindi a 100 metri da dove vorrebbero «impiantare» nuovi centri commerciali, la concentrazione media annua di diossido di azoto è di ben 43 microgrammi al metro cubo e ciò nonostante le auto non sfreccino, ma procedano in fila indiana e a passo d'uomo (sic!), mentre il limite fissato dall'ordinanza federale contro l'inquinamento atmosferico è di 30 microgrammi al metro cubo.
Se è vero, come è vero, che chi governa si fa recapitare giornalmente una rassegna stampa, cosa avranno pensato costoro degli articoli di Eros Costantini e dei consigli alla lettura di Attilio Mazza nel «Corriere del Ticino» rispettivamente del 13 ottobre e del 18 ottobre? A distanza di cinque giorni ben due articoli (a mio parere autorevoli) sul consumismo sono stati una coincidenza? A me sembrano ben più di un messaggio subliminale e non sono un marxista.
Vero è che nel momento in cui lo stimato Gianini rivendica il diritto di vivere in un ambiente sano, come altri rivendicano il diritto alla libertà di commercio, si afferma implicitamente che, come rilevato dal filosofo Baudrillard (e ringrazio Attilio Mazza) «il diritto all'aria pura significa la perdita della stessa come bene naturale, il suo passaggio allo stato di merce e la sua disuguale distribuzione sociale». Per favore non mi si venga a dire che con nuovi centri commerciali si crea indotto: ci si riempie la bocca con questo indotto, ma da cosa lo facciamo derivare? Dal latino inducere o da indoctus che significa ignorante? Quindi si blocca il «libero mercato» (leggi «moratoria») delle professioni mediche e in breve anche la libera scelta del medico perché l'indotto procura solo spese per la sanità non più sostenibili, mentre l'indotto dei centri commerciali in alcune aree già critiche come e non solo ad Agno, e cioè inquinamento dell'aria, inquinamento acustico, riduzione di spazio libero in generale e aumento degli incidenti stradali, viene scotomizzato (leggi «no moratoria») a favore di quella che appare, per la piega che sembra prendere, una speculazione chiara e netta.
In primavera il Dipartimento del territorio, esprimendosi sui media, affermò che avrebbe dato ai Comuni del Malcantone una chiara indicazione per risolvere definitivamente il problema del traffico e come abitante del Malcantone, in fiduciosa attesa delle proposte dello stimato on. Borradori per una problematica quarantennale di non semplice soluzione, auspico che nell'immediato il Consiglio di Stato formuli quantomeno opposizione alle domande di costruzione di nuovi centri commerciali ad Agno, ai sensi dell'art. 7 delle Legge edilizia… ed ai buonsensi.
Massimo Rosati, Agno

Ad Agno la Coop rinnova l’esistente

 

Presentata domanda di costruzione per il vecchio supermercato

 

TI-PRESS È previsto un miglior collegamento col piazzale retrostante

Quando il nuovo spaventa, è saggio puntare sulla valorizzazione dell’esistente. È ciò che farà Coop Ticino con il supermercato in via Vecchio Vedeggio 2 ad Agno.

Nel Comune – è cronaca degli scorsi mesi – si è coalizzata una forte opposizione all’insediamento di nuovi centri commerciali in zona aeroporto - Bolette. Dapprima la petizione contro i tre progetti commerciali previsti in quell’area, quindi la mozione dei consiglieri Giancarlo Seitz e Peter Schaufelberger che chiedevano una pianificazione più restrittiva, infine il Municipio che sta varando la zona di pianificazione, sospensiva delle nuove domande di costruzione: tutte misure per scongiurare l’arrivo di nuovi grossi generatori di traffico ad Agno.

Sul fronte della grande distribuzione c’è già chi ha preso atto dello scenario mutato. Così Coop Ticino che rinnoverà il supermercato esistente. La relativa domanda di costruzione è apparsa in questi giorni all’albo comunale. A inoltrarla è stata la Gesfim Sa, proprietaria del fondo 1572 dove sorge lo stabile. « Coop ad Agno intende presentare alla propria clientela un negozio molto più attrattivo dell’attuale. Gli interni sono ormai datati rispetto al nostro standard odierno» conferma lo stesso Mario Colatrella , direttore di Coop Ticino.

L’investimento da parte di Coop è stimato in 3-4 milioni e i lavori, una volta ottenuta la licenza, dovrebbero protrarsi per circa 6 mesi. Durante la ristrutturazione un’ala del negozio potrebbe rimanere aperta.

Intanto la presentazione della nuova domanda, che è conservativa visto che praticamente non tocca i volumi, ha già avuto una conseguenza diretta: a fine dicembre la Gesfim ha infatti comunicato al Municipio il ritiro della precedente domanda di costruzione per la demolizione dello stabile esistente sul fondo 1572 e la costruzione, al suo posto, di un edificio residenziale e commerciale. Pertanto le opposizioni contro la stessa risultano superate.

La ristrutturazione, come detto, si concentrerà sugli interni del negozio. Tuttavia per l’esterno, sul lato nord, verrà eliminata una porzione di fabbricato per dare la possibilità di un collegamento più agevole tra i due piazzali esistenti. Sul lato est viene completata la facciata interrotta da una rientranza, mentre l’entrata oggi sul lato ovest verrà spostata sul lato est. La superficie di vendita, sottolinea la relazione tecnica, rimarrà la medesima.

La Regione 25.01.11