Prima di tutto la lezione di civica e di diritto.
Estratto dalla LOC = legge organica comunale. Ciò che non tutti la conoscono
Art. 67
1--Ogni consigliere può presentare per iscritto, nella forma della mozione, proposte
su oggetti di competenza del consiglio comunale che non sono all’ordine del giorno.
2--Esse devono essere immediatamente demandate per esame ad una commissione permanente
o speciale, ritenuta la facoltà del municipio di allestire entro il termine di sei mesi:
a) un preavviso scritto oppure
b) un messaggio a sostegno della proposta.
Il municipio, che non intende esprimere un preavviso o proporre un messaggio, deve fare
dichiarazione in tal senso nel termine di tre mesi.
3--Se la mozione è demandata ad una commissione speciale il mozionante ne farà parte; in
ogni caso ha diritto di essere sentito.
4--Il municipio in ogni fase della procedura deve collaborare con la commissione fornendo
la necessaria documentazione e assistenza.
5--Il rapporto della commissione deve essere presentato entro il termine di sei mesi, a partire
dalla scadenza dei termini di cui al cpv. 2.
6--Il municipio deve esprimersi in forma scritta sulle conclusioni della commissione entro
due mesi.
Prologo (ndr)
"Il Municipio vuole scansare l’iter procedurale e accorciare il tempo per il PR pensando che i comunicati stampa sono la risposta alla mozione di 11 Consiglieri comunali che chiedevano di inserire il lago nello studio di variante.
Fa pensare che si possa affidare alla stampa, scavalcando le vie istituzionali prima di porre la trattanda in CC.
Strano il fatto perché ha affermato, più volte nei nostri confronti, che non è tramite stampa che si dialoga, operazione che esso fa ora maldestramente, segno sicuro di nervosismo che può far credere ldemocraticamente che ci sia da dubitare e che ci sia dell'altro!. Certo che a pensar male si fa peccato ma spesso ci si azzecca.
Senza mischiare il burro con la ferrovia, non si sbilanciano e non danno alla stampa l’intenzione di donare a PR terreno per i bordelli, che gatta ci cova? Come pure una pianificazione indispensabile del Paese che metta fine al caos del traffico sulle vie comunali e non ci si preoccupa di garantire agli allievi delle due scuole e dell'asilo infantile la loro sicurezza. Si vuole aspettare dell'altro, Malvaglia non ha insegnato niente?
Ci si aspettava ben altro da un’autorità che pretende, che considera pretestuosi gli argomenti degli oppositori, di essere chiara e lampante! Dove sono i documenti del Cantone e di AET che affermano l'opera non è realizzabile?
Si tratta di un operare che, in ogni caso, ignora lo spirito dell'articolo 67 LOC e che viene quindi meno alle regole costituzionali e di quel rispetto che è dovuto all' organo politico, il CC, e ai suoi membri.
Contraddizioni si notano nel comunicato dove si afferma tra l'altro che:
"Di riflesso AET ha autorizzato e acconsentito a incaricare, beninteso a titolo gratuito, l’ing. Rathey affinché integrasse il suo studio con un’analisi di fattibilità….."
e poco dopo si precisa che
"A tal proposito si precisa che AET non ha affidato mandato alcuno per la realizzazione di un lago."
Ora, ci si chiede: se a Rathey non erano stati conferiti incarichi rimunerati di sorta (incarico a titolo gratuito), di quali autorizzazioni e consensi doveva disporre per intraprendere il suo studio? Concretamente: sulla base di quali disposizioni giuridiche un cittadino di questo Paese non è libero di formulare proprie proposte di questo genere? La tutela dei diritti democratici fa soltanto stato per i tenitori di bordelli?"
Ecco il comunicato stampa
Comunicato stampa
Il Municipio di Arbedo-Castione, l'autorità cantonale e l'Azienda Elettrica Ticinese (AET), nel corso di una riunione comune hanno affrontato e chiarito il tema della possibilità di realizzazione di un lago a Castione.L’argomento ha tenuto a lungo banco su vari organi d'informazione e quindi nel discorrere tra la gente,prendendo spunto da presupposti non sempre suffragati da elementi oggettivi, ma talvolta influenzate da strumentalizzazioni di parte.
Il protrarsi di tale situazione può generare attese destinate a infrangersi con la realtà dei fatti ben diversa da quanto sin qui dipinto e che qui precisiamo.
L'idea di uno sfruttamento idroelettrico delle “rapide” del fiume Ticino all'altezza della confluenza con il fiume Moesa risale a metà del secolo scorso. Con una certa regolarità é poi stata d'allora ripresa, ma le conclusioni sono sempre state negative già solo dal punto di vista della sostenibilità economica.
In questo ambito l’ing. Geo Rathey che stava svolgendo in maniera indipendente un’analisi paesaggistica avente per oggetto la progettazione di un lago artificiale, ha coinvolto AET. Quest’ultima, che fa dello
sviluppo delle energie rinnovabili uno dei suoi obiettivi principali, ha dimostrato interesse al tema poiché la realizzazione del lago poteva essere integrata con un impianto idroelettrico. Di riflesso AET ha autorizzato e acconsentito a incaricare, beninteso a titolo gratuito, l’ing. Rathey affinché integrasse il suo studio con un’analisi di fattibilità sulla realizzazione di un lago con annesso impianto idroelettrico e più precisamente che:
1. valuti l'ubicazione ideale per la creazione di uno sbarramento,
2. calcoli la quota massima raggiungibile dal lago,
3. calcoli la superficie e volume del medesimo.
A tal proposito si precisa che AET non ha affidato mandato alcuno per la realizzazione di un lago.
Dopo aver approfondito la situazione AET, pur ribadendo di essere interessata alla costruzione di impianti rinnovabili, ha ritenuto che la realizzazione di un impianto idroelettrico annesso al prospettato lago artificiale non fosse attuabile e questo per svariati motivi. Innanzitutto il progetto non appare economicamente sostenibile considerati i costi complessivi per l’esecuzione dell’opera (lago artificiale e impianto idroelettrico), a cui occorre aggiungere i tempi di realizzazione particolarmente lunghi (si stima un periodo tra i 10 e i 20 anni). Nell’ambito del progetto andrebbero inoltre affrontati alcuni importanti temi di carattere tecnico, ambientale e giuridico di risoluzione assai difficile, per non dire improbabile.
Per il Cantone l'ipotesi di realizzare il lago é conflittuale in quanto incoerente con la pianificazione e gli intendimenti sovra comunali acquisiti, che sono ancorati nel Piano Direttore cantonale. Dal profilo ambientale, inoltre, la creazione di un bacino solleverebbe non pochi problemi, essendo la vocazione naturalistica di tipo fluviale e non lacustre. L’ipotesi di un lago richiederebbe inoltre costi sproporzionati per il rifacimento degli argini, lo spostamento della linea dell’alta tensione e l’esproprio delle superfici edificabili potenzialmente toccate dal bacino.
Il Cantone ritiene dunque che l'indirizzo pianificatorio in elaborazione vada nella giusta direzione in quanto mira ad una valorizzazione sia economica sia urbanistica del comparto di Castione che già oggi figura nel piano regolatore come zona industriale.
Si ricorda che oltre al polo di sviluppo regionale d'interesse cantonale, il progetto pianificatorio contempla larealizzazione di un'ampia area di svago golenale che si coniugherebbe con gli analoghi intendimenti previsti a livello regionale, sulla sponda destra del Ticino che sarà raggiungibile tramite una passerella ciclopedonale all'altezza del campo sportivo di Gorduno.
Il Municipio ha da tempo informato i sostenitori del progetto del lago che l'inserimento del medesimo
nell'attuale variante di Piano regolatore del comparto di Castione é improponibile in considerazione delle
implicazioni che tale idea comporta che trovano conferma sia presso l’AET che l’autorità cantonale.
IL MUNICIPIO DI ARBEDO-CASTIONE
Arbedo, 16 dicembre 2011
Castione, doccia fredda per il lago
Il Municipio boccia il progetto di bacino artificiale. L’ideatore Geo Rathey: ‘Scandaloso. Io non mollo di sicuro’
DELDA La Regione 16.12.11
|
TI-PRESS ARCHIVIO Nel futuro comparto si potrà giocare a calcio ma non fare il bagno |
« È assolutamente scandaloso. Il mio progetto è valido eccome. Non demordo di sicuro. Per il semplice fatto che autorità ed esperti non hanno ancora capito che non faccio altro che proporre un corso d’acqua dove già c’era in passato ». Indignato è dir poco. L’ingegnere e urbanista Geo Rathey è incavolato nero per la decisione del Municipio di Arbedo-Castione di non considerare la sua idea di realizzare un lago artificiale nell’ambito del riordino del comparto di Castione. Siamo noi ad informarlo, pochi minuti dopo aver ricevuto – nel primo pomeriggio di ieri – il comunicato dell’Esecutivo.
Cade dalle nuvole. Rimane per un attimo senza parole. Pochi istanti. Poi si dimostra, comme d’habitude , battagliero: « Hanno detto di no perché l’iniziativa è mia. Punto e basta. Ma se pensano che io rinunci, si sbagliano di grosso... », afferma. Forte anche del sostegno dell’Associazione per il miglioramento ambientale del quartiere (Amica) e della mozione presentata durante l’ultimo Legislativo (primi firmatari il Plr Davide Cattaneo e la socialista Rezia Boggia) e sostenuta da undici consiglieri comunali. Quasi la maggioranza del plenum.
Ma cominciamo dall’inizio. Dalla nota stampa, appunto. Il Municipio ribadisce – parlando anche a nome dell’Azienda elettrica ticinese (Aet) e del Cantone – che l’idea è improponibile e non si concilia con l’indirizzo pianificatorio che si vuole dare alla zona ad ovest della ferrovia. « L’idea di uno sfruttamento idroelettrico delle ‘rapide’ del fiume Ticino all’altezza della confluenza con il fiume Moesa risale a metà del secolo scorso. Con una certa regolarità è poi stata da allora ripresa, ma le conclusioni sono sempre state negative già solo dal punto di vista della sostenibilità economica », scrive l’Esecutivo. Ai problemi di sopportabilità finanziaria, precisa l’autorità con alla testa il sindaco Luigi Decarli, se ne aggiungono altri. Aet ha infatti ritenuto « non attuabile » la costruzione di un impianto idroelettrico annesso al lago. Non esclusivamente per una questione di soldi, ma anche perché ci vorrebbero troppi anni (da 10 a 20) per concretizzarlo. Andrebbero inoltre affrontati « alcuni importanti temi di carattere tecnico, ambientale e giuridico di risoluzione assai difficile, per non dire improbabile », puntualizza il Municipio.
Per il Cantone l’idea dell’ingegnere arbedese entra per contro in conflitto – « in quanto incoerente » – con la futura pianificazione che prevede, fra l’altro, lo stadio dell’Associazione calcio Bellinzona. La creazione del bacino creerebbe inoltre problemi di natura ambientale (vocazione naturalistica di tipo fluviale e non lacustre) e richiederebbe « costi sproporzionati per il rifacimento degli argini, lo spostamento della linea dell’alta tensione e l’esproprio delle superfici edificabili potenzialmente toccate ».
‘Lo studio non l’ho ancora consegnato’
Fin qui il comunicato del Municipio frutto della riunione tenutasi fra le parti lo scorso 5 dicembre. Un summit al quale Geo Rathey non è stato invitato: « Non so darmi una spiegazione. È un atteggiamento strano. L’idea è pur sempre mia. Ma le dirò di più: perché l’Esecutivo è uscito con un comunicato se io devo ancora consegnare all’Aet lo studio di fattibilità? ». L’ingegnere, ricordiamo, sta integrando la sua personale analisi paesaggistica (con il lago quale fulcro) con un’altra sulla realizzazione, appunto, del corso d’acqua con annesso impianto idroelettrico su incarico della stessa azienda cantonale.