Castione, dal Cantone scacco alla torre

Il Territorio nicchia di fronte al ‘simbolo’, alto 50 metri, del futuro comparto. E per i commerci è critico sulle norme di Pr

di Alan Del Don

La Regione Ticino 06.06.2012

Una tale scelta non è accettabile se non sorretta da approfondite analisi e giustificazioni urbanistiche ma anche, e soprattutto, paesaggistiche ». Nelle intenzioni del Municipio dovrebbe diventare il ‘simbolo’ del futuro comparto di Castione. Il ‘faro’ che illuminerà metaforicamente la riordinata Zona industriale. Un biglietto da visita visibile da chi transita lungo la cantonale e l’autostrada. Ma al Dipartimento del territorio quella torre di 50 metri, destinata con ogni probabilità ad ospitare l’albergo che sorgerà a fianco dello stadio multifunzionale dell’Associazione calcio Bellinzona, non fa fare salti di gioia.

Il consigliere di Stato Marco Borradori ed il direttore della Divisione dello sviluppo territoriale e della mobilità Riccardo De Gottardi hanno messo nero su bianco il loro scetticismo nelle 24 pagine dell’esame preliminare della variante di Piano regolatore. Poche righe – quelle che vi abbiamo proposto sopra – di cui non si è però fatta menzione in occasione della presentazione alla popolazione, giovedì scorso (si veda la-Regione di sabato), del rapporto. Noi il documento lo abbiamo sfogliato ieri. Come noi, può farlo ogni cittadino fino al 18 giugno rivolgendosi all’Ufficio tecnico. Quella che vien più facile chiamare torre, i preposti uffici del Territorio la descrivono come un “corpo di fabbrica (non definito con altri parametri)” che potrà svilupparsi in verticale fino a raggiungere i 50 metri.

Il ‘faro’ vedrà la luce a fianco del catino granata, da 12mila posti a sedere e alto 30 metri, progettato dall’architetto locarnese Michele Arnaboldi. Colui, tanto per intenderci, che ha realizzato nel 2003 il nuovo Letzigrund di Zurigo. Chi ha potuto vedere i piani (verranno svelati agli abitanti solo in settembre) è rimasto positivamente meravigliato. Secondo le precise indicazioni del presidente Gabriele Giulini l’impianto conterrà fra l’altro un centro di riabilitazione sportiva, la biblioteca interculturale, attività di ristorazione e ricettivo-turistiche, sale di incontro polifunzionali e centri commerciali computabili quali Grandi generatori di traffico (Ggt). E Ggt, secondo il Territorio, dev’essere considerato anche lo stadio.

Superfici di vendita... e binari: quelle a ovest con quelle a est?

Visto che siamo in tema, proseguiamo parlando proprio di negozi e affini. Le simulazioni di traffico e ambientali eseguite dagli esperti incaricati dal Municipio contemplano due scenari di studio con orizzonte il 2025. Il primo prevede 17mila metri quadrati di superfici di vendita (Sv) ed il mantenimento dei Ggt esistenti a est dei binari (la Coop, che ha rifiutato di trasferirsi nella Zona industriale). Il secondo considera l’ipotesi di 25mila metri quadri di Sv a ovest della stazione con lo spostamento dei Ggt attuali (possibilità, a dire il vero, poco pro- TI-PRESS/GOLAY babile).

“Tuttavia ciò non trova una corrispondenza nelle norme di Pr: la realizzazione degli ottomila metri quadrati di Sv non è infatti vincolata in alcun modo allo spostamento dell’attività commerciale esistente e ciò implica dunque la possibilità scrive il Cantone , sulla base delle norme presentate, di realizzare 25mila metri quadrati di Sv a ovest della linea ferroviaria mantenendo anche i Ggt esistenti a est della linea ferroviaria. In questo modo non si otterrebbero gli obiettivi perseguiti dal Municipio e nemmeno quelli contenuti nella dichiarazione d’intenti” firmata con il Cantone un paio d’anni fa. Ossia: concentrare le attività commerciali odierne e future a ridosso della stazione Ffs. Segue, quindi, la richiesta di precisazione: “La formulazione dell’articolo di norma dovrà pertanto vincolare la realizzazione di questi ottomila metri quadrati allo spostamento dei Ggt esistenti a est della linea ferroviaria nel rispetto anche delle verifiche viarie e ambientali effettuate”.

Cavalcavia e piano di quartiere:

fra costi e rinunce

In conclusione accenniamo brevemente alla costruzione del secondo cavalcavia a ridosso del viadotto autostradale. Il Territorio si china sui costi dell’opera, che per oltre la metà (6 milioni) dovranno essere coperti dai promotori del rettangolo verde dell’Acb: “Nel caso in cui non dovesse essere realizzato lo stadio multifunzionale, la partecipazione accresciuta ai costi di urbanizzazione del nuovo cavalcavia verrebbe meno. Ciò implicherebbe quindi almeno delle riflessioni sulle ripartizioni dei costi del nuovo allacciamento”.

Il Cantone biasima infine la scelta operata dall’esecutivo di Arbedo-Castione di rinunciare al vincolo di Piano di quartiere obbligatorio. Uno strumento che avrebbe permesso di “conferire ordine e qualità ad un comparto oggi praticamente dismesso”. Si può farne a meno – chiosano i funzionari del Dipartimento – solo nel caso in cui esso venga sostituito da una “pianificazione più dettagliata”.