Ai Consiglieri comunali del Comune di

Arbedo-Castione

 

Castione, dicembre 2015

 

MM n. 349.5 del 2 novembre 2015

Onorevoli consiglieri

L’Associazione AMICA ha preso visione del messaggio indicato e ritiene di porvi le nostre osservazioni sul merito. Trattandosi di un intervento di grossa portata, e con delle conseguenze importanti, sia finanziari sia di assetto ambientale e viario, riteniamo doveroso una nostra presa di posizione.

La pianificazione viaria a Castione

Il messaggio sulla sistemazione di via Cantonale apre con un'affermazione clamorosa: «il presente progetto [...] contempla una serie di misure per attuare un'adeguata moderazione del traffico» (p. 35). Affermazione che è in netta contraddizione con tutti i successivi contenuti del messaggio, volti a favorire il traffico veicolare a discapito dei cittadini che vivono a Castione e che si spostano a piedi e in bicicletta.

Vediamo allora nel dettaglio gli aspetti più preoccupanti del messaggio municipale.

Traffico motorizzato

L'elemento che più balza all'occhio è la nuova rotonda di via Cantonale, «una via interna a una zona prevalentemente residenziale che, a causa degli aumentati flussi e delle velocità di transito, appare oggi come una strada principale» (messaggio, p. 38). Si ammette quindi che ci troviamo in una zona residenziale e che il traffico è eccessivo per numero e per velocità. Eppure, invece di trovare soluzioni che riducano questi due problemi, si propone di costruire una rotonda, che dovrebbe rendere il traffico più fluido (quindi ancora più veloce). Oltretutto i costi non andrebbero a carico di chi ha generato il traffico (i centri commerciali Coop, Migros, Aldi e Lidl) ma a carico dei residenti che già oggi sta pagando, indirettamente, i danni causati da quel traffico. Una doppia presa per i fondelli!

Posteggi

A Castione, all'interno o nelle immediate vicinanze della zona residenziale, esistono oggi circa 500 posteggi a uso pubblico per circa mille abitanti; entro breve tempo saranno realizzati 200 posteggi in zona stazione e altri ancora in zona rotonda Agip, dove sta sorgendo un complesso residenziale che prevede anche un centro commerciale. Non si contano poi i "posteggi selvaggi" che il municipio tollera senza intervenire. Ne servono altri? Assolutamente no! I previsti nuovi 21 posteggi lungo via Cantonale non hanno nessuna giustificazione e non rispondono a nessun bisogno. Inoltre violano le norme di una pianificazione intelligente, che prevede di collocare i posteggi all'esterno delle aree residenziali (e possibilmente di farne pagare l'utilizzo).

Percorsi pedonali

Lo spazio che il messaggio vorrebbe impiegare per ricavare posteggi sarebbe uno spreco di terreno pregiato in piena zona residenziale deve essere invece destinato a strutture che davvero migliorerebbero la qualità della vita: un marciapiede e a una pista ciclabile protetta, che deve proseguire anche sulla parte sud di via Cantonale restringendo anche lì la carreggiata stradale.

Percorsi ciclistici

Agli allievi che si spostano da casa a scuola in bicicletta e ai residenti sarebbe riservato un tratto di corsia ciclabile non protetto lungo non più di 200 metri. Chiariamo subito una cosa: si può chiamare "pista ciclabile" solo un percorso destinato alle biciclette che sia fisicamente separato dalle corsie per autoveicoli; altrimenti si parla di "corsia ciclabile". Pare una sottigliezza ma è una differenza fondamentale: una pista ciclabile è sicura, una corsia ciclabile no.

A nord e a sud i ciclisti si troverebbero comunque a circolare sulla strada a diretto contatto con automobili e camion: una situazione di estremo pericolo che la falsa sicurezza indotta dalla corsia ciclabile non farebbe che peggiorare ulteriormente. Lo scrive lo stesso municipio quando, a proposito del tratto sud di via Cantonale rileva «le oggettive difficoltà che questa rappresenta per i ciclisti» (messaggio, p. 42).

Ci si aspetterebbe che anche lungo questo tratto di strada si ricavasse una pista ciclabile protetta, togliendo l'assurda aiuola centrale che restringe la carreggiata e rende impossibile la convivenza fra biciclette e autoveicoli. In pratica si potrebbe sistemare il marciapiede così come proposto per il tratto nord: eliminare l'aiuola centrale, allargare il marciapiede a 2.50 metri e ricavarne una pista ciclabile protetta; volendo vi sarebbe anche margine per ampliare le corsie stradali. Eppure il municipio non solo non propone alcuna soluzione ma cade in contraddizione, sostenendo di voler «lasciare invariata la situazione» (messaggio, p. 41) pur avendone riconosciuto la pericolosità.

Per dare un senso compiuto al percorso pedonale si renderebbe necessario un suo prolungamento lungo via delle Scuole, che oggi non offre alcuna sicurezza oggettiva ai numerosi allievi che la percorrono. Anche qui si potrebbe, a costi ridotti, ricavare almeno una corsia ciclabile, allargando la zona pedonale e rendendola multifunzionale (pedoni-bici), e migliorando il risibile sistema di protezione con paletti di plastica troppo distanziati fra loro per rappresentare una vera difesa dagli autoveicoli.

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Soluzione proposta

Il messaggio ignora la principale, più efficace e più economica misura per la moderazione del traffico: l'introduzione di una zona a velocità limitata a 30 km/h. Questa dovrebbe essere applicata all'intera zona residenziale e comprendere il divieto di transito dei veicoli pesanti: solo così avremo una vera diminuzione del traffico parassitario e una circolazione veicolare più fluida (ma comunque lenta), oltre che strade più sicure e un reale miglioramento della qualità di vita dei residenti.

Residenti che non sarebbero chiamati a dover pagare cifre esagerate per contributi di miglioria che in realtà non migliorerebbero nulla, anzi potrebbero a un altro aumento dei veicoli, e quindi dell'inquinamento, dei rumori e dei pericoli.

Resta infine sempre valida la nostra proposta di ripristinare il collegamento diretto fra via San Bernardino (strada per la Mesolcina) e via San Gottardo (cantonale nord-sud), interrotto nel '70 con la costruzione dello svincolo autostradale per una decisione sciagurata che ha portato tutto il traffico di transito all'interno della zona residenziale di Castione. La nostra soluzione di una bretella dalla rotonda Coop all'uscita della semiautostrada A13, sfruttando le due corsie esistenti, comporta una spesa minima (meno di 100 metri di strada) e permetterà di alleggerire l'abitato dal traffico parassitario, che è destinato a crescere sempre più nel prossimo futuro.

Vogliate gradire, signori consiglieri, i sensi della nostra migliore stima.

Il comitato AMICA

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