Castione-Bellinzona, il fossato s’allarga
De Dea: ‘Avremmo finanziato il nuovo Comunale ma nessuno ci ha risposto’. Il sindaco: ‘Proposta mai formalizzata’
MA.MO La regione 11.11.10
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Renza De Dea col promotore della città-mercato Lino Iemi TI-PRESS ARCHIVIO |
S’allarga la frattura tra Bellinzona e i promotori privati della città-mercato prevista a Castione con accanto il nuovo stadio per l’Acb. Dopo i nostri articoli e commenti incentrati sul fatto che il Municipio della Turrita intende ripianificare il comparto dell’attuale Comunale inserendovi anche un nuovo stadio quale ‘piano B’ qualora dovessero cadere le opzioni Castione e via Tatti, ieri Renza De Dea per conto degli investitori privati ha inviato un comunicato col quale ha reso attenti sul fatto che « i considerevoli investimenti necessari per realizzare strutture pubbliche come quella in discussione e le croniche difficoltà finanziare degli enti pubblici rendono indispensabile il coinvolgimento di privati che siano in grado di partecipare alla realizzazione dell’opera ».
Necessitando l’Acb di un progetto concreto per restare in Super League e per non disperdere forze preziose – prosegue De Dea – lo scorso marzo, oltre sei mesi fa, il gruppo da lei rappresentato « ha sottoposto ai rappresentanti del Municipio di Bellinzona (sindaco e capodicastero pianificazione) la possibilità di collaborare per raggiungere l’obiettivo comune, cioè quello di dotare l’Acb della struttura necessaria ». La proposta: poco importa dove viene realizzato lo stadio, purché si proceda di comune accordo, concentrandosi su un’ubicazione unica, quella più facilmente realizzabile. In questo senso il gruppo promotore del progetto commerciale di Castione – arriva al dunque De Dea – ha proposto di « partecipare al finanziamento dell’opera di ristrutturazione o di ricostruzione dello Stadio comunale di Bellinzona, se questa fosse la soluzione più facilmente percorribile ». Proposta « sottoposta anche al Cantone e al comitato civico per la ristrutturazione del Comunale presieduto da Sergio Savoia ». De Dea a questo punto scrive che « non essendovi stato alcun riscontro positivo a questa proposta, nel frattempo si sta progettando lo stadio a Castione ed è comprensibile come i vertici dell’Acb si siano concentrati su questa concreta possibilità, non potendo più tergiversare ». Auspicando un’unità d’intenti tra autorità cantonali, comunali, Acb e privati, De Dea conclude affermando che l’Acb sta sviluppando un progetto innovativo in grado di autofinanziarsi « grazie alla lungimiranza del presidente Giulini che ha fatto tesoro di esperienze negative altrui, inserendo contenuti socialmente utili che possono contribuire all’autofinanziamento della gestione (multisala, fitness, wellness e alberghiero) ».
Dunque Bellinzona non avrebbe risposto all’allettante proposta di finanziamento privato per il rifacimento del Comunale. Possibile concedersi questo lusso? Da noi interpellato il sindaco ha dapprima fatto mente locale col collega municipale Filippo Gianoni, per poi escludere « categoricamente che sia mai stata formalizzata una simile proposta ». Formalizzata nero su bianco forse no, ma almeno durante quell’incontro si è discusso di tale eventualità? « A noi è sembrata una discussione a senso unico, e cioè che loro puntavano tutto su Castione, non certo su un eventuale aiuto per il Comunale. Tanto più che l’Acb proprio in quei giorni – nonostante mesi prima avesse firmato la dichiarazione d’intenti per il progetto in via Tatti – aveva abbandonato questa soluzione per affidarsi alla cordata De Dea ». Un cambiamento d’orientamento, ricordiamo, dettato dalle forti e ribadite riserve cantonali sulla possibilità d’insediare Bellarena in via Tatti. Proprio a questo riguardo sindaco e Gianoni respingono « siccome inveritiera, la chiave di lettura offerta secondo la quale non essendovi stato alcun riscontro positivo alla loro proposta, hanno proceduto alla progettazione di uno stadio a Castione, di cui ancora si sa poco o nulla ». Invece i suoi promotori, con quelli della città-mercato, lasciano intendere che presto tutti i dettagli saranno svelati. « Già – replica Martignoni – ma letto quest’ultimo comunicato, non vorrei che i promotori si stiano lavando le mani preventivamente riguardo alla più che probabile ipotesi di fallimento della proposta di Castione ».