Violenze indicibili e silenzi nostrani

Il 2 dicembre scorso, a Zurigo, vi è stata una pesante condanna ad un «pappone» magiaro di origine rom che violentava e torturava continuamente le «sue» prostitute. Ma che brava gente arriva da noi! Sandor S., questo è il nome dell'individuo, è stato condannato a 10 anni di carcere per traffico di esseri umani, prostituzione e abusi sessuali dal tribunale di Zurigo. Con lui, coinvolti altri tre magnaccia ungheresi. E avanti con le brave persone che hanno capito che in Svizzera... Tutta gente venuta nel nostro Paese con sane intenzioni naturalmente, ci mancherebbe.

Il motivo della pesante condanna di Sandor S. è anche stato il suo estremo

sadismo, riconosciuto dalla procuratrice Silvia Steiner, letteralmente sconvolta dalla violenza con la quale il magnaccia trattava le «sue» prostitute, praticamente schiavizzate a forza di indicibili violenze. La sorte peggiore è toccata purtroppo ad Eva, ragazza rumena di poco più di 20 anni, illusa da un futuro in Svizzera e poi costretta a vendersi lungo le strade di Zurigo. La poveretta è rimasta incinta e Sandor S. le ha fatto perdere il suo bambino a forza di calci nella pania. Questa è feccia e merita condizioni di detenzione durissime per non dire altro... Ma nel suo Paese che fine avrebbe fatto questa gentaglia? Altro che le nostre carceri. Ma non è finita qui, purtroppo, per la sventurata. £individuo, venuto in Svizzera con sane intenzioni (?) e con lo scopo di integrarsi onestamente (?), come direbbero magari ancora alcuni esponenti della sinistra nostrana, sottoponeva la poveretta a vere e proprie torture come quella del lavaggio delle parte intime con la candeggina. Scusate, ma se questa non è feccia, mi dite cosa è?

E per fortuna che è successo a Zurigo, altrimenti qui da noi ci sarebbe stato di sicuro qualche buonista che avrebbe tentato di sminuire le atrocità di questo delinquente con le solite scuse del tipo l'infanzia difficile, la violenza che è nella cultura di questi popoli, la difficoltà d'integrazione e la mancanza di un lavoro che poi porta a queste situazioni, eccetera eccetera.

Tutte frottole a cui non crede più nessuno. Questa gente non la vogliamo e deve essere espulsa dopo aver pagato duramente il male che ha causato ad altri. Ci siamo capiti? Di questo fatto hanno parlato i media di mezza Svizzera, ma da noi la parola d'ordine è da tempo: passare all'acqua bassa per non dar ragione ai soliti... Che pena, sempre peggio. Ripeto, siamo proprio un povero cantone di ricattati, dove i media ufficiali, magari pagati con i soldi pubblici, selezionano i propri «eroi» politici e non si accorgono (volutamente?) che la gente guarda, da tempo, altrove. Avanti così...

Donatello Poggi, Biasca

CdT 17.01.11