Castione, ‘si blocchi la città-mercato’
Un’interrogazione chiede di congelare tutto in attesa di conoscere la sentenza del processo a carico di Lino Iemi
DELDA
Le grane giudiziarie di Lino Iemi arrivano sui banchi del Legislativo di Arbedo-Castione. Attraverso un’interrogazione sette consiglieri comunali – quattro liberali-radicali e tre socialisti – chiedono al Municipio di sospendere il partenariato fra ente pubblico e Policentro (il gruppo con sede ad Agrate Brianza fondato dall’ingegnere di origini valtellinesi, che oggi ne è il presidente) fino « almeno al termine della procedura penale italiana ».
Il 70enne il 16 maggio comparirà davanti al Collegio della prima sezione del Tribunale di Cagliari, presieduto dal giudice Mauro Grandesso, per rispondere del reato di concorso in abuso d’ufficio nel rilascio delle autorizzazioni per l’apertura a Sestu nel 2006 del centro commerciale La Corte del Sole . Con lui alla sbarra finiranno pure il sindaco del Comune sardo Aldo Pili, tre funzionari comunali e l’amministratore delegato della Policentro Domus de Janas Antonio Sardu. Questi ultimi sono accusati anche di falso ideologico in atti pubblici. Tutti gli imputati si proclamano innocenti.
L’interrogazione inoltrata ieri trae spunto dai nostri articoli dell’8 e 9 febbraio in cui abbiamo anticipato il rinvio a giudizio del patron della società che da oltre trent’anni opera sul mercato italiano ed internazionale nell’ideazione, progettazione, realizzazione e gestione di centri commerciali polivalenti. Una notizia che – oltre a cogliere di sorpresa l’autorità comunale e cantonale – ha portato come noto la Coop a rinunciare a trasferirsi nella futura città-mercato che la Policentro appunto intende costruire a Castione a fianco del nuovo stadio dell’Acb.
Stoccata al sindaco: ‘Come si può avere fiducia?’
Quella dei consiglieri comunali Plr Davide Cattaneo (primo firmatario e membro di Comitato dell’Associazione per il miglioramento ambientale di Castione), Patrick Falconi, Massimo Pisani e Vania Castelli nonché dei colleghi Ps Rezia Boggia, Mirto Genini e Livio Cortesi è una dura reprimenda nei confronti dell’operato dell’Esecutivo. « L’ente pubblico deve sempre avere un comportamento trasparente, credibile e una garanzia di comportamento irreprensibile – si legge – . Di conseguenza non è accettabile, come si è appreso dalla stampa, che venga concessa una non ben meglio definita “ fiducia ” al promotore e che non ci si astenga, in caso di forti dubbi, nell’intentare un progetto in Ppp (partenariato pubblico privato) con soggetti privi della necessaria risolutezza impeccabile come richiesto d’altronde in altri ambiti a statuto di regime pubblico d’autorizzazione (ad esempio banche, fiduciarie, eccetera) ».
Il riferimento è al sindaco Luigi Decarli che da noi a suo tempo intervistato aveva affermato di avere « comunque fiducia » in Lino Iemi. « Non è sufficiente dare prova di fiducia senza una metodologia chiara che possa confutare ogni ragionevole dubbio. Bisogna agire con attenzione e circospezione proprio perché il Comune deve sempre dare prova di un’immagine cristallina », scrivono Cattaneo e cofirmatari.
Per i sette membri del Legislativo in contesti « d’assegnazione (dal rinnovo al rilascio di una licenza o patente) sia la persona giuridica come pure le principali persone fisiche devono possedere una reputazione ineccepibile e non devono essere neppure vagamente coinvolte in attività illecite come pure non vagamente coinvolte in procedure penali (nazionali ed estere) ». Da qui la richiesta di ‘congelare’ l’accordo siglato con la Policentro fintanto che Lino Iemi sarà stato giudicato. L’autorità comunale deve « assumere un comportamento prudenziale fino almeno al termine della procedura italiana» . Inoltre si ritiene inopportuna , « in questa delicata fase iniziale, una forma di collaborazione tra pubblico e privato nella quale è previsto per quest’ultimo una parziale assunzione di oneri finanziari per importanti investimenti d’opera in relazione allo sviluppo viario del comparto di Castione ».
In parole povere, la decisione d’intraprendere una partnership « non può essere ininfluente dal fatto che il principale promotore è imputato (in attesa di giudizio) in Italia per una tipologia di reato particolarmente grave ed in connessione con una procedura speciale di rilascio di permessi di costruzione e di ampliamento di zona ».
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