Ora si vuole solo lo stadio, quale vettore di cultura, molto capiente per beneficiare delle sovvenzioni UEFA, poi accanto la torre quale albergo, la destinazione non è per niente chiara visto la vicinanza di una certa zona di "sicurezza" all'entrata nord.
Il primo finanziatore se nè ritornato a casa sua a risolvere il contenzioso con la lex. Un'altro, raccoglitore, non di foglie in autunno, ma di grana potrebbe, magari, essere un suo emulo? 

Il Piano di Castione è considerato interresante dalla legge del 1940, qualcuno dirà: un po' vecchiotta. Allora sapevano valutare l'importanza di questo Piano. Non coprirlo di cemento.ndr 

 

Castione:costruire, ma senza deturpare

 

Il comparto a ovest della ferrovia è per legge un ‘paesaggio pittoresco’.

Vincoli edificabili per città-mercato e stadio

DELDA

 

SYSTEM MALL FOTO Eccolo, in anteprima, il progetto di mega centro commerciale da 200 milioni di franchi previsto dal gruppo italiano fondato da Lino Iemi

Certo, il fatto che la zona industriale-artigianale al di là della ferrovia di Castione sia definita “ paesaggio pittoresco ” fa un po’ specie. Non perché l’area sia degna di essere ritratta da un pittore impressionista. Ad impressionare semmai è ben altro: il disordine in cui si trova. Tuttavia, come detto, il Cantone la considera “ paesaggio pittoresco ” ai sensi del Decreto legislativo sulla protezione delle bellezze naturali e del paesaggio – datato gennaio 1940 – e del relativo Regolamento di applicazione. Trattasi di “ estese porzioni di territorio costituenti, nel loro insieme, valori caratteristici dell’ambiente lacuale, collinare, montano, alpino e dei relativi insediamenti ”.

 

Ebbene, vi starete chiedendo, cosa comporta tutto questo? Semplice. I futuri contenuti del comparto, proprio perché andranno ad inserirsi in un tale contesto “ pittoresco” , dovranno essere come un diamante o un rubino in una collana. Dovranno cioè essere – secondo le disposizioni cantonali di cui siamo venuti a conoscenza – tali da abbellire il territorio. Valorizzarlo. Per farla breve: non dovranno deturparlo.

La città-mercato e lo stadio dell’Acb sono progetti che miglioreranno oppure sfigureranno il nuovo volto della zona a ovest di Castione? Non sta a noi rispondere. L’incombenza spetterà semmai ai cittadini, se dovesse venire lanciato il referendum – come appare probabile – una volta che il Legislativo il prossimo 16 maggio avrà approvato la revisione della pianificazione.

Ma torniamo al nocciolo della questione. “ I paesaggi e i panorami pittoreschi sono tutelati indirettamente proteggendo i punti di vista e direttamente mediante provvedimenti che ne impediscano le deturpazioni evidenti ”, recita il capoverso 2 dell’articolo 2 del suddetto decreto. Insomma – puntualizza il regolamento – “ sono vietate le modificazioni dello stato dei fondi tali da compromettere la bellezza e gli altri valori del paesaggio ”.

In particolare sono da impedire “ costruzioni, ricostruzioni, o ogni altro intervento stravagante, indecoroso, di mole sproporzionata o in contrasto con il carattere, l’armonia e i lavori dell’ambiente circostante in genere ”. Detto ciò va precisato che le due iniziative – centro commerciale e catino granata – possono essere realizzate. Però, c’è un però. Dovranno essere rispettati dei precisi e scrupolosi vincoli. Appunto per non sfregiare la zona dietro la stazione, come ci hanno spiegato dall’Ufficio della natura e del paesaggio.

Policentro, il ballo delle cifre

Un importante punto da chiarire – già sollevato su queste colonne il 20 gennaio scorso dall’architetto bellinzonese Christiana Storelli – concerne invece le dimensioni della città-mercato della Policentro da 200 milioni di franchi, di cui nella foto a sinistra vi presentiamo in anteprima il progetto. Secondo Comune e Cantone che hanno elaborato il Piano d’indirizzo, al massimo 40 mila metri quadrati. Ora un po’ meno per via della rinuncia di Coop a trasferirsi. Sul sito Internet della Mall System, una ‘consorella’ dello stesso gruppo italiano con sede ad Agrate Brianza, si parla di 57’600 metri quadri, 2’110 posteggi e cento punti vendita. Si trovano pure due planimetrie.

In un crescendo da far invidia ad una sinfonia classica, il patron Lino Iemi intervistato lo scorso 18 novembre dalla televisione online Quotidiano immobiliare parla addirittura di 75 mila metri quadrati. « È il più grosso centro commerciale di tutto il Cantone Ticino », afferma con fierezza l’ingegnere valtellinese (da notare l’utilizzo del verbo presente, dando tutto per scontato). E si congeda con un appello, generico, che va oltre la situazione ticinese: « La pubblica amministrazione deve avere la capacità di adattarsi a quelle che sono le crisi con degli interventi che devono essere economici, non solo di incoraggiamento ». Da un lato accorciando i tempi della burocrazia e, dall’altro, sgravando di determinati oneri le imprese. Chiarissimo.

 

 

 

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SYSTEM MALL FOTO Eccolo, in anteprima, il progetto di mega centro

commerciale da 200 milioni di franchi previsto dal gruppo italiano fondato da Lino Iemi