Ambiente rovinato turismo in affanno


■ Leggiamo e sentiamo molto in queste settimane a proposito della riduzione delle presenze turistiche in Ticino e a Lugano in particolare. Altri hanno fatto presente che non c'è da stupirsi se tanti alberghi sono stati chiusi. All'assemblea dell'ETT l'argomento è stato trattato a lungo; sono stati presi in considerazione diversi progetti: solo il tempo ci dirà se porteranno i risultati sperati. Ma nessuno sembra aver guardato fuori dalla finestra, per constatare lo scempio che è stato perpetrato al territorio da una folle speculazione edilizia. Colate di cemento stanno massacrando l'ambiente, nessuno sembra curarsi delle bellezze naturali che una volta erano l'attrazione turistica di base. E che colate! Costruzioni dozzinali di dubbio gusto, cemento armato a vista. In part e dei veri bunker. Non possiamo certo cantare le lodi a questi architetti che si dilettano a edificare delle mostruosità. Ognuno costruisce dove e quello che gli pare (...). Merita di essere citata quella turista brasiliana, ospite mia, che guardando il Monte Brè ha chiesto: «Quella è una favela?». Nessuno sembra pensare alle generazioni future, che forse vorranno anche loro avere uno spazio dove esprimersi. Che il turista fugga da questo teatro non mi meraviglia più di tanto. Mi meraviglia invece che tra le autorità nessuno sembra essersi accorto del danno che la permissività ha arrecato al territorio, e con questo ai suoi abitanti. Non se n'è accorto nemmeno l'ETT.
Kai Schwabacher,
Vico Morcote



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Copyright © 07/03/2011 Corriere del Ticino