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Arbedo Luci rosse, ordinanza nulla Accolto dal Governo il ricorso di gerenti e gestori del ristorante San Gottardo Il Municipio non può legiferare, ma solo stabilire dove la prostituzione è vietata
■ Innovativa se non addirittura rivoluzionaria, tanto che il Dipartimento delle istituzioni la voleva prendere a modello ed esportarla in tutti i Comuni ticinesi. Peccato, però, che l'ordinanza sull'esercizio della prostituzione promulgata nell'estate del 2010 dal Municipio di Arbedo-Castione non vale più nulla. Lo ha stabilito il Consiglio di Stato che martedì ha accolto il ricorso presentato il 5 agosto dell'anno scorso dalla società di gestione e dal gerente del ristorante San Gottardo. Una sentenza per certi versi clamorosa, considerato che all'elaborazione dell'ordinanza avevano partecipato dei funzionari cantonali. Tant'è che al secondo punto della decisione sul ricorso di gerente e gestore del noto locale a luci rosse arbedese, patrocinati dall'avvocato Marco Garbani, il Consiglio di Stato scrive a chiare lettere che «l'ordinanza 19 luglio 20101 sull'esercizio della prostituzione emanata dal Municipio di Arbedo-Castione è dichiarata nulla». In sostanza il Governo sostiene che l'Esecutivo comunale non ha alcuna competenze nel legiferare sull'esercizio della prostituzione. Può unicamente stabilire, tramite appunto la promulgazione di un'ordinanza municipale, dove non è possibile esercitare il meretricio. Con i nove articoli della quale si compone l'ordinanza in questione, il Municipio di Arbedo-Castione è invece andato di parecchio oltre, entrando in questioni di competenza cantonale e federale. Anzi, di più: ha anche messo in discussione la norma costituzionale che tutela la li< span>bertà di commercio che dev'essere garantita anche a chi esercita la prostituzione. Ma su questo aspetto nella sua sentenza il Consiglio di Stato non si è nemmeno chinato, limitandosi a rilevare come la conformità delle norme contenute nell'ordinanza municipale con i principi costituzionali «appaia oltremodo dubbia». Non ne ha avuto bisogno perché già la palese assenza di competenze a legiferare da parte del Municipio di Arbedo-Castione gli hanno permesso di accogliere il ricorso di gerenti e gestori del ristorante San Gottardo e quindi di annullare l'ordinanza. In particolare l'Esecutivo comunale, scrive il Governo nella sentenza intimata ieri l'altro alle parti, non ha il diritto di «confinare l'esercizio della prostituzione sulla proprietà privata ai soli postriboli» come indica l'articolo tre dell'ordinanza. E nemmeno quello di «elaborare una definizione di tali imprese con corrispondente imposizione di una gerenza da parte di persona fisica e relativi obblighi» come recita l'articolo 4 dell'ordinanza. Stesso discorso per quanto riguarda alla decisione del Municipio «di assoggettare l'esercizio dei postriboli in questione alla sottoscrizione di una convenzione, peraltro relativa, in alcuni punti, ad aspetti quali la protezione dei dati e la fiscalità ove il Comune ticinese appare privo di competenze proprie». Ora il Municipio di Arbedo-Castione ha tempo due settimane per eventualmente appellarsi la Tribunale amministrativo cantonale contro la sentenza emessa dal Consiglio di Stato. S.DB-GI.M
TUTTO DA RIFARE Le nuove norme che regolano l'esercizio della prostituzione ad Arbedo-Castione sono state annullate dal Governo. (Foto AP)
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Copyright © 02/04/2011 Corriere del Ticino
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