Un cittadino risponde a un municipale
Milko Del Bove Castione, membro comitato AMICA
Articolo apparso su La Regone Ticino il 17.10.2012 in versione rimaneggiata
La recentissima presa di posizione sulle pagine del quotidiano "La Regione" del responsabile del dicastero pianificazione del municipio di Arbedo-Castione mi ha spinto a replicare con lo stesso strumento perché, accusando l'Associazione AMICA d'imprecisione e malafede, ritengo che egli pecchi di quei difetti che attribuisce ad altri. Nonostante alcuni media elettronici insistano per ridurla a una lotta "pro o contro lo stadio ACB", l'opposizione dell'Associazione AMICA ai progetti pianificatori del municipio va molto oltre e coinvolge ben piú direttamente la quotidianità presente e futura dei cittadini di Arbedo-Castione. Per questo motivo non si può lasciare che a prevalere sia un'errata informazione, o peggio la disinformazione.
In primo luogo, la questione finanziaria. Il signor Bollini accusa AMICA di non saper fare i conti, sostenendo che dei 35 milioni di franchi che si spenderanno (saranno sicuramente molti di piú), la cifra investita nell'abitato di Castione non si limiterebbe a due milioni, ma arriverebbe (addirittura) a tre milioni e 200 mila franchi. Se anche fosse vero sarebbe comunque poca cosa; la realtà è tuttavia un'altra: nelle pagine del messaggio che lui stesso cita si legge che 1,3 milioni saranno destinati a sistemare il tracciato della ferrovia retica trasformandolo in percorso pedonale/ciclabile. Ma la FEFT (la società che gestisce la ferrovia retica) vanta una concessione federale che scade fra parecchi anni e nel frattempo il trenino continua a circolare, tant'è vero che Comune e Cantone hanno dovuto sospendere la pianificazione della stazione d'interscambio TILO sul suolo della FEFT per ... mancanza di stazione. In altre parole, quel milione e rotti il municipio sa bene che per ora non dovrà spenderlo.
Anche sui "conti in tasca" avrei qualche commento: è vero che i costi diretti gravanti sulla cittadinanza di Arbedo-Castione sono solo una parte dei 35 milioni complessivi (saranno sicuramente molti di piú), ed è vero che la spesa va distribuita su piú anni, ma, comunque la si guardi, alla fine i soldi usciranno sempre dalle tasche dei cittadini, una parte subito come contributi di miglioria e il resto in forma d'imposte comunali e cantonali, anno dopo anno.
Il signor Bollini afferma inoltre che «la quasi totalità delle strade [di Castione] è dotata di marciapiedi e/o percorsi pedonali demarcati». La realtà è invece questa: lungo via Cantonale vi sono marciapiedi solo parzialmente, cosí come lungo via Campagnora e via alla Tenza; non vi sono per contro marciapiedi lungo via delle Scuole, via della Chiesa, via Sciupina, via Carrale di Bergamo, via Prati dei mulini, via Retica e via delle cave (se non ne ho dimenticate altre vie non ce ne sono, il villaggio è piccolo). La "quasi totalità" sarà un concetto relativo, ma qui si travalica la decenza.
E la demarcazione? Se il signor Bollini ritiene che un po' di vernice gialla possa evitare che un'automobile investa un pedone, buon per lui. Io non ci credo e mi preoccupo, soprattutto considerato che lungo quelle vie passano gli alunni delle scuole medie, delle elementari e dell'asilo.
Concludo con una frase tratta dal messaggio municipale, a riprova che l'ho letto con attenzione come il signor Bollini auspicava: «il municipio rileva che [i centri commerciali] non provocano disagi rilevanti nell'abitato di Castione». Si trova a pagina 47, se qualcuno vuol verificare. Ci saranno, mi auguro, altri cittadini che di fronte a simili affermazioni si sentono presi in giro e si chiedono su che mondo vivano quei municipali che dovrebbero lavorare per il bene della comunità.
L'Associazione AMICA, un gruppo di cittadini il cui unico interesse è contribuire a migliorare il territorio del comune con misure efficaci e finanziariamente sopportabili, propone di cancellare la revisione di Piano regolatore di Arbedo-Castione da 35 milioni di franchi e di imporre al municipio di attuare subito gli interventi piú necessari per ridurre il traffico e ripristinare la vivibilità compromessa: definire una zona a 20-30 km/h, separare con ostacoli fisici i marciapiedi e le corsie pedonali dalle strade, collocare sistemi per il rallentamento del traffico (dossi) in presenza d'incroci e di passaggi pedonali, vietare la circolazione di veicoli pesanti nell'abitato, definire aree verdi per lo svago. Due milioni bastano: tutto il resto, stadio compreso, è facoltativo.